Ogni ambiente entra in relazione con chi lo vive. Influenza il modo in cui percepisci il tempo, il livello di presenza che riesci ad avere, la qualità delle relazioni, il senso di ordine oppure di attrito che accompagna la vita quotidiana.
Per questo Architettura dei 5 Sensi® nasce come una visione più ampia dell’abitare, in cui il progetto diventa esperienza, cultura, educazione ambientale.
A5S – Architettura dei 5 Sensi® nasce nel 2019 dall’incontro tra architettura, ricerca sulla persona, studio delle neuroscienze applicate, arte e rigeneratività.
Al centro pone la relazione continua e bidirezionale tra Persona e Ambiente: noi trasformiamo i luoghi che abitiamo e, nello stesso tempo, gli ambienti influenzano percezioni, emozioni, comportamenti e relazioni.
Da questa ricerca nasce un metodo progettuale capace di tradurre questa relazione in progetti di reale benessere, applicabili alle diverse scale: dallo spazio personale alla casa, dall’edificio fino al territorio e al paesaggio urbano.
È un sistema progettuale e culturale che considera ogni intervento come un’occasione per rigenerare il rapporto tra individuo e ambiente, tra estetica e salute, tra funzione e significato.
Il suo obiettivo è aiutare la persona a sviluppare un grado più alto di consapevolezza e benessere nel proprio ambiente, all’interno di un sistema sempre più complesso di relazioni, infrastrutture e modi di vivere.
Da questa visione prende forma il Metodo A5S, con cui l’Arch. Elena Acconcia guida i percorsi progettuali nei vari ambiti.
Il metodo permette di osservare ciò che in uno spazio sostiene davvero la vita di chi lo abita, ciò che la ostacola, ciò che va armonizzato, ciò che va trasformato in relazione alla persona, alla famiglia, alla funzione dell’ambiente o alla scala del progetto e alle trasformazioni in atto.
A5S si distingue perché mette in dialogo percezione sensoriale, energia, ordine, disordine, materiali, acqua, aria, tecnologia, arte, cultura e benessere sensoriale, senza separare mai la precisione progettuale dalla qualità dell’esperienza umana e portando avanti la continua ricerca del benessere reale negli ambienti, grazie all’impiego di un sistema di precisione sia per l’ambito progettuale sia per quello realizzativo.
La percezione sensoriale è un’esperienza corporea e interiore, attraverso cui entriamo in connessione con i luoghi, la natura, il contesto e le relazioni che fanno parte del nostro Ambiente.
La relazione persona–ambiente è costantemente bidirezionale**: l’ambiente agisce su di noi e, nello stesso tempo, noi lo interpretiamo, lo trasformiamo e lo influenziamo attraverso emozioni, comportamenti e scelte.
È proprio questa relazione continua e dinamica tra Persona e Ambiente il fulcro della ricerca A5S: comprendere come possiamo evolvere insieme ai luoghi che abitiamo.
Questo significa che progettare bene non vuol dire solo risolvere una funzione o comporre un’estetica. Vuol dire capire come un luogo viene percepito, che effetto produce, che esperienza genera, che tipo di relazione costruisce con la persona.
A5S nasce proprio da qui: dall’idea che i cinque sensi siano la soglia concreta attraverso cui torniamo a leggere lo spazio in modo più profondo, più umano e più consapevole.
Da questa ricerca nasce un metodo progettuale capace di tradurre questa relazione in progetti di reale benessere, applicabili alle diverse scale: dallo spazio personale alla casa, dall’edificio fino al territorio e al paesaggio urbano.
È un sistema progettuale e culturale che considera ogni intervento come un’occasione per rigenerare il rapporto tra individuo e ambiente, tra estetica e salute, tra funzione e significato.
Il suo obiettivo è aiutare la persona a sviluppare un grado più alto di consapevolezza e benessere nel proprio ambiente, all’interno di un sistema sempre più complesso di relazioni, infrastrutture e modi di vivere.
In A5S l’arte entra come linguaggio capace di educare lo sguardo, rendere visibili emozioni, memorie, tensioni profonde e trasformare la qualità percettiva di un ambiente.
Uno degli assi portanti dell’intero ecosistema, perché la bellezza non viene intesa come ornamento superfluo, ma come elemento che può orientare scelte di consapevolezza, per maggior livello di benessere, responsabilità e qualità delle relazioni.